............ "La Verità"

 

TUTTA LA VERITA' NELLE PARABOLE DI GESU'

“Parabola dei vignaioli omicidi”

        Gesù disse: “Un uomo piantò una vigna, vi pose attorno una siepe, scavò un torchio, costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò lontano. Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono.  Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra se: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero. Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?”. Gli rispondono: “Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli  che gli consegneranno i frutti a suo tempo”.
E Gesù disse loro: “Non avete mai letto nelle Scritture:
        La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri?
“Perciò io vi dico: vi sarà tolto il Regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare. Chi cadrà sopra questa pietra sarà sfracellato; e se cadrà su qualcuno, lo stritolerà”.
        Udite ciò, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta.

 (In questa sola parabola è sintetizzata tutta quanta la storia della Rivelazione. Il proprietario della vigna è Dio; i vignaioli il popolo d’Israele; i servi del Padrone i profeti; il figlio del Padrone Gesù; ed il finale è già successo e sta succedendo).

“Parabola dei due figli”

        “Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, và oggi a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Si, signore; ma non andò. Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?” Dicono: “L’ultimo”. E Gesù disse loro: “In verità vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. E’ venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose non vi siete nemmeno pentiti per credergli”.

(Anche qui il Padrone della vigna è Dio, mentre i due figli rappresentano l’intera umanità. Il primo figlio l’umanità dotta a cui Dio si è rivelato e risponde inizialmente si al Suo invito, ma poi non va a lavorare nella Sua vigna, il secondo l’umanità che non sapendo quant’è importante il lavoro nella vigna, inizialmente risponde no, ma poi si pente e va a lavoraci, facendo la volontà di Dio).

“Parabola del banchetto nuziale”

        “Il Regno dei Cieli è simile a un Re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto; venite alle nozze. Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.
        Allora il Re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali.

(Il Re qui è ancora Dio e il banchetto è in onore di Suo Figlio, Gesù; invitato alle nozze è tutto il popolo d’Israele; i servi del Re i Profeti e gli Apostoli; coloro che si trovano ai crocicchi delle strade i peccatori ed i pagani (il resto del mondo); la città data alle fiamme – che venne realmente poi data alle fiamme -Gerusalemme).

 

“Parabola dell’abito nuziale”

        Il Re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l’abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz’abito nuziale? Ed egli ammutolì. Allora il Re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; la sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi gli eletti.

(Qui in pratica è detto che Dio invita tutti alla festa dell’Eternità, buoni e cattivi, ma dal momento dell’invito, bisogna indossare l’abito nuovo, cioè l’abito del cambiamento, altrimenti verremo esclusi dalla festa dell’Eternità).

 

“Parabola del seminatore”

        “Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un’altra cadde fra i sassi, dove non c’era molta terra, e subito spuntò perché non c’era un terreno profondo; ma quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò. Un’altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. E un’altra cadde sulla terra buona, diede frutto che venne su e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno. Chi ha orecchi per intendere intenda!”.

(Gesù stesso spiegò ai suoi Apostoli questa parabola. “Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada  sono coloro nei quali viene seminata la parola; ma quando l’ascoltano, subito viene Satana, e porta via la Parola seminata in loro. Similmente quelli che ricevono il seme sulle pietre sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito si abbattono. Altri sono quelli che ricevono il seme tra le spine: sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e l’inganno della ricchezza e tutte le altre bramosie, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Quelli che poi ricevono il seme su terreno buono, sono coloro che ascoltano la parola, l’accolgono e portano frutto nella misura chi del trenta, chi del sessanta, chi del cento per uno”).


La Parola di Dio ha dunque bisogno di terreno “buono” per poter attecchire e dare frutto. Bisogna purificare il nostro cuore dalle erbacce cattive che rischiano di confondere noi e soffocare la Parola di Dio.

 

“Parabola della lampada”

        “Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O non piuttosto per metterla sul lucerniere? Non c’è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per intendere, intenda!”.

(Qui Gesù ci sta dicendo che chi ha incontrato la Luce la deve alzare in alto, affinché altri la vedano e ne vengano a loro volta illuminati). Si intuisce anche che chi non ottempera a questo la Luce che ha incontrato gli sarà di condanna.
         

“Parabola della misura”

        “Fate attenzione a quello che udite: Con la stessa misura con la quale misurate, sarete misurati anche voi; anzi vi sarà dato di più. Poiché a chi ha, sarà dato, e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha”.

(Qui non c’è bisogno di alcun commento).

 

“Parabola del seme che cresce spontaneamente”

        “Il Regno di Dio è come un uomo che getta il seme sulla terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura”.

(Qui Gesù ci sta dicendo che il Regno di Dio da Lui svelatoci è difficile per noi da comprendere, ma ESISTE!).

 

“Parabola dei Talenti”

        “Un uomo in procinto di partire chiamò i propri servi e affidò loro i suoi beni: a uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno: a ciascuno secondo le proprie capacità; poi partì.
        Senza perdere tempo, quello che aveva ricevuto cinque talenti andò a trafficarli e ne guadagnò altri cinque. Allo stesso modo quello che aveva ricevuto due talenti ne guadagnò anch’egli altri due. Ma quello che ne aveva ricevuto uno solo andò a scavare nella terra una fossa e vi nascose il denaro del suo padrone.
        Dopo molto tempo viene il padrone di quei servi e li chiama al rendiconto.
        Si presentò quello che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque dicendo: “Signore, mi desti cinque talenti. Ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. Gli disse il padrone: “Bene, servo buono e fedele; sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto: entra nel gaudio del tuo signore”.
        Si presentò poi quello dei due talenti e disse: “Signore, mi desti due talenti. Ecco, ne ho guadagnati altri due”. Gli disse il padrone: “Bene, servo buono e fedele; sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto: entra nel gaudio del tuo signore”.
        Infine si presentò anche quello che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, sapevo che tu sei un uomo severo, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per questo ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra. Ecco, prendi ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e infingardo, sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; per questo avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri, in modo che, al mio ritorno, avrei potuto ritirare il mio con l’interesse. Perciò toglietegli il talento e datelo a quello che ne ha dieci. Infatti a chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza. Ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo infingardo gettatelo nelle tenebre esteriori; là sarà pianto e stridore di denti”:

(In pratica, per ottenere il Premio Eterno, ognuno di noi su questa terra dovrà rendere conto a Dio secondo i doni (o Talenti) ricevuti: intelligenza, capacità di discernimento, ecc., e più li faremo fruttificare, questi Talenti, più ce ne verranno dati altri, altrimenti ci verranno tolti anche quei pochi o tanti ricevuti, vita compresa, oltre a vederci negato anche il Premio Eterno. E questo vale soprattutto quando incontriamo la Luce e non illuminiamo anche gli altri; a maggior ragione i nostri figli. Nessuna scusa a questo punto ci potrà salvare).

 

 

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